Benzina: nuovi record dei prezzi dei carburanti, ma vi sono ancora 12 centesimi al litro di troppo.

Le ricadute di questo sovrapprezzo ammontano a +263,20 euro tra costi diretti e costi indiretti.

 

Non trovano tregua gli automobilisti: continuano a salire i prezzi dei carburanti, segnando, per la benzina, quota 2,10 euro al servito e 1,966 euro al self.

Livelli eccessivi e ingiustificati, come da tempo denunciamo. Secondo i calcoli effettuati dall’O.N.F. – Osservatorio Nazionale Federconsumatori, infatti, tenendo conto sia dell’andamento del mercato petrolifero che del cambio Euro/Dollaro, ad oggi sul prezzo della benzina gravano ben 12 centesimi di troppo, che fanno salire il prezzo oltre il dovuto.

Questo si traduce, per una famiglia, in un aggravio sui pieni di carburante di +144,00 euro annui (calcolando una media di due pieni di benzina al mese).

A questi si aggiungono +119,20 euro annui di ricadute annue in termini indiretti, dovute all’aumento dei prezzi di beni e servizi (non dimentichiamo, infatti, che l’86% dei beni è trasportato su gomma), per un totale di 263,20 euro.

Un andamento inaccettabile su cui è necessario che il Governo intervenga tempestivamente e con maggiore determinazione, soprattutto nel contrasto ai fenomeni speculativi, ancor più intollerabili vista la precaria situazione in cui si trovano molte famiglie. Queste ultime, infatti, questo autunno tra materiale scolastico, bollette e riscaldamento dovranno far fronte a una stangata di 2.924,70 euro, a cui si aggiungono, appunto, carburanti e alimentazione.

Per porre un freno a tali rincari, inoltre, non è più rinviabile un intervento deciso sulla tassazione sui carburanti, con un taglio delle accise, nella fase più acuta (misura di carattere straordinario a cui si dovrebbe affiancare anche la sterilizzazione degli oneri di sistema sulle bollette dell’energia elettrica), e attuando finalmente lo scorporo dell’accisa dall’applicazione dell’IVA sui carburanti, ponendo fine, così, all’insopportabile applicazione di una tassa sulla tassa. Oltre a ciò, è necessario rimodulare l’accisa mobile in modo da renderla veramente efficace, ad esempio facendo in modo che si riduca automaticamente della stessa misura dell’incremento dell’IVA al crescere del costo della materia prima.