Clienti vulnerabili, Arera: la bolletta dell’elettricità sale dell’8,1%

La guerra in Medio Oriente si fa sentire sulle bollette dell’elettricità per i clienti vulnerabili.

Secondo l’aggiornamento dell’Arera (Autorità per energia, reti e ambiente) nel secondo trimestre del 2026 la bolletta elettrica per il ‘cliente tipo’ vulnerabile servito in Maggior Tutela aumenterà dell’8,1%.
L’aggiornamento riguarda unicamente i 3 milioni circa di clienti vulnerabili attualmente serviti in Maggior Tutela.

Sono considerati clienti vulnerabili coloro che si trovano in almeno una delle seguenti condizioni: più di 75 anni, percettore di bonus sociale, soggetto con disabilità (art. 3, L. 104/92), residente in un modulo abitativo di emergenza o isola minore non interconnessa, utilizzatore di apparecchiature salva vita.

Sui clienti vulnerabili dell’elettricità si abbattono dunque le conseguenze della guerra e delle tensioni internazionali.

Come spiega Arera in una nota, “l’incertezza sulla durata del conflitto in Medioriente ha causato un inaspettato innalzamento dei prezzi dei prodotti energetici sui mercati internazionali con una ricaduta diretta sulle bollette di energia elettrica, in cui l’aumento della spesa per la materia energia è solo parzialmente compensato da una riduzione del 2,2% del prezzo di dispacciamento (PD).

Attualmente rimane ancora invariata, la componente degli oneri di sistema, grazie ad una gestione ottimizzata della liquidità attualmente disponibile.

Inoltre, in attuazione del DL Bollette, l’Autorità ha previsto una riduzione dell’aliquota applicata all’energia prelevata della componente tariffaria ASOS per gli utenti non domestici (non energivori)”.

La spesa annuale per i clienti vulnerabili in maggior tutela sarà dunque di 589,34 euro nel periodo compreso tra il 1° luglio 2025 e il 30 giugno 2026, in aumento del 4,5% rispetto ai 563,76 euro registrati nel periodo precedente (1° luglio 2024 – 30 giugno 2025).

Dal 1° aprile 2026, il prezzo di riferimento dell’energia elettrica per il cliente tipo sarà di 30,24 centesimi di euro per kilowattora, tasse incluse.

In particolare, nella spesa per la materia energia, che in tutto conta il 59,7%, 15,81 centesimi di euro (52,3% del totale della bolletta) riguardano i costi di approvvigionamento dell’energia, in aumento del 15% rispetto al primo trimestre 2026, mentre 2,24 centesimi di euro (7,4% del totale della bolletta) va per la commercializzazione al dettaglio.

La spesa per gli oneri di sistema è invariata e copre il 10% del totale della bolletta. Il 20,4% della spesa va per il trasporto e la ge-stione del contatore e il 9,9% sono imposte, in aumento queste ultime del 7,4%.

Per molte famiglie già in difficoltà si tratta di una stangata insostenibile.

Con le nuove tariffe la bolletta media per i clienti vulnerabili , la spesa totale nei prossimi dodici mesi salirà a 605 euro l’anno.

Sommati ai 1208 euro dell’utente tipo che consuma 1100 metri cubi di gas, determinano una batosta pari a 1813 euro.

Si tratta dei primi effetti tangibili in bolletta del conflitto in atto che, come purtroppo avevamo previsto, ha ripercussioni sul gas e, quindi, anche sulla bolletta elettrica, spiega Federconsumatori.

Ma l’aumento non si circoscriverà ai clienti vulnerabili: le ripercussioni toccheranno tutti coloro che hanno un contratto a libero mercato legato all’andamento del PUN e, poi, sulle nuove offerte a prezzo fisso.

Chiediamo come Federconsumatori una serie di misure urgenti e straordinarie. Fra queste, un bonus più consistente, la cui soglia di accesso sia innalzata, anche temporaneamente, alle famiglie con Isee fino a 25.000 euro; la riforma degli oneri di sistema su beni energetici; la proroga del taglio delle accise e la creazione di un Fondo di contrasto alla povertà energetica.