Quartiere Dora: un nuovo supermercato sull’area verde, ma i veri problemi dei residenti restano a terra

Cemento al posto del verde e carrelli della spesa al posto dei servizi essenziali.

L’amministrazione comunale di Aosta si prepara a modificare il regolamento urbanistico per consentire la nascita di un nuovo supermercato nel Quartiere Dora, nell’area verde adiacente alla Cogne.

Una decisione calata dall’alto, presa senza interpellare le associazioni dei consumatori, il Sindacato inquilini.

Ma di quanti supermercati ha davvero bisogno la nostra città?

L’assurdità della delibera emerge chiaramente guardando la mappa commerciale di Aosta e della prima cintura.

La densità della grande distribuzione ha già raggiunto livelli di saturazione.

Aprire un nuovo punto vendita non risponde a un bisogno di approvvigionamento, ma rischia solo di produrre effetti negativi in una città che già soffre di desertificazione commerciale.

La grande distribuzione soffocherà le ultime piccole attività di quartiere sacrificando l’ennesimo spazio verde urbano.

Mentre il Comune delibera sulle corsie dei negozi, la realtà quotidiana del Quartiere Dora racconta un’altra storia.

La popolazione sta invecchiando rapidamente.

Molti residenti anziani vivono in palazzine di più piani totalmente prive di ascensore.

Per chi ha problemi di salute o di deambulazione, quelle rampe di scale si sono trasformate in barriere insormontabili.

Ci sono cittadini intrappolati in casa, che non possono uscire nemmeno per comprare un farmaco o fare una passeggiata.

Non è con un nuovo supermercato che si risolve l’isolamento di queste persone.

La domanda sorge spontanea: caro Sindaco, perché l’amministrazione investe tempo ed energie politiche per favorire l’ennesimo centro commerciale invece di intervenire sulle reali urgenze sociali della città?

Un quartiere moderno e inclusivo non si misura dal numero di discount, ma dalla qualità della vita dei suoi abitanti più fragili.

Servono incentivi per l’installazione di ascensori negli edifici popolari, servizi di assistenza domiciliare, mobilità garantita e il sostegno ai negozi di vicinato, gli unici in grado di fare rete e aiutare gli anziani della zona.

La giunta fermi questa decisione e apra un tavolo di confronto con i cittadini.

C’è ancora tempo per evitare l’ennesimo errore urbanistico.