Comunicato

Social network e politica: l’insulto costa caro. Lanciamo l’allarme sulle maxi-richieste di risarcimento.

Mettiamo in guardia i cittadini sull’uso dei social network: esprimere il proprio dissenso politico è un diritto fondamentale, ma l’insulto e la diffamazione lasciano spazio a pesanti conseguenze legali ed economiche.

Negli ultimi mesi si registra un forte aumento di studi legali incaricati da esponenti politici per tracciare i commenti offensivi sul web e inviare diffide formali con richieste di scuse e risarcimenti in denaro per chiudere i contenziosi ed evitare i tribunali.

Il fenomeno: dalle tastiere alle lettere degli avvocati.

Sempre più spesso, di fronte a dichiarazioni di segretari di partito o parlamentari, la reazione di molti utenti sui social scivola dall’aspro dissenso all’insulto personale.

Questa prassi, purtroppo diffusa, sta spingendo molti esponenti del mondo politico, in particolare i più visibili, a monitorare capillarmente le piattaforme online attraverso legali di fiducia.

Il meccanismo scatta in modo sistematico: l’utente che ha superato i limiti del reato di diffamazione riceve una formale lettera d’intervento che richiede:
• La rimozione immediata della frase o della parola incriminata.
• Le scuse formali scritte.
• Il pagamento di una somma economica (spesso di diverse migliaia di euro) a titolo di risarcimento del danno per chiudere la vicenda in via stragiudiziale.

Ricordiamo che la politica si fa con il rispetto!

Il dissenso politico, anche forte e radicale, non deve mai trasmodare nell’offesa personale e nella lesione della dignità altrui.

La politica si fa rispettandosi, al di là delle opinioni personali.

Lo schermo di uno smartphone o di un computer non cancella le regole del codice penale e del codice civile: confondere il sacrosanto diritto di critica con l’insulto gratuito espone le persone a conten-ziosi legali che rischiano di avere un impatto devastante sul bilancio delle famiglie.”

I consigli pratici per i cittadini per evitare di cadere in queste vere e proprie trappole legali ed economiche, raccomandiamo di:

Criticare i fatti, non le persone: Contestare duramente le scelte o le dichiarazioni politiche di un parlamentare o di un partito è legittimo; offenderne la moralità, l’aspetto o la sfera personale costi-tuisce reato.

Moderare il linguaggio: Evitare termini volgari, minacciosi o palesemente diffamatori.

Non sottovalutare i social: Un commento scritto su Facebook, X o Instagram ha la stessa rilevanza pubblica (se non maggiore) di una dichiarazione stampata su un quotidiano.

In caso di diffida, non improvvisare: Se si riceve una lettera da uno studio legale, è fondamentale non ignorarla ma non bisogna nemmeno cedere subito a pagamenti ingiustificati o sproporzionati.

Il consiglio è quello di rivolgersi immediatamente agli sportelli della nostra associazione o a un consulente legale per valutare la reale portata della contestazione.

Purtroppo già molte persone si sono rivolte alla nostra associazione convinti che fosse una “bufala” , purtroppo non è cosi!