Pronto Soccorso, per oltre la metà delle famiglie è difficile da raggiungere.

Le disparità di accesso ai servizi di pubblica utilità secondo l’Istat: il 50,8% delle famiglie ha difficoltà a raggiungere il Pronto Soccorso.

 

Oltre la metà delle famiglie italiane ha difficoltà a raggiungere il pronto soccorso. Più in difficoltà sono le famiglie che risiedono nei piccoli Comuni (il 68,6% in quelli sotto i 2 mila abitanti) e, a livello regionale, Campania e Calabria, anche se in 11 regioni si supera la media nazionale. Nell’indagine Istat sui Servizi di pubblica utilità 2023, Aspetti della Vita Quotidiana, diffuso oggi, c’è un focus sui servizi pubblici e in particolare sulle disparità di accesso dei cittadini ai servizi di pubblica utilità – fra cui Pronto Soccorso, uffici comunali, farmacie.

Scrive l’Istat: “Ha difficoltà a raggiungere il Pronto Soccorso il 50,8% delle famiglie, in aumento di 1,6 punti percentuali rispetto al 2022; le percentuali più elevate si evidenziano al Sud (circa sette punti percentuali più della media nazionale), seguito dalle Isole e dal Centro (rispettivamente, 52,7% e 52,4%)”.

In 11 regioni la percentuale di famiglie che ha difficoltà nel raggiungere il Pronto Soccorso supera la media nazionale. Sono in difficoltà il 63,5% delle famiglie in Campania, il 62,5% in Calabria, il 58% in Liguria e il 57% in Puglia. La difficoltà delle famiglie è legata anche alla dimensione dei comuni di residenza, dunque alla dislocazione dei Pronto Soccorso a livello territoriale. Raggiungere il Pronto Soccorso è difficile per il 43,8% delle famiglie nei Comuni Centro dell’area metropolitana mentre arriva a quasi sette famiglie su dieci (68,6%) per chi risiede nei comuni piccolissimi, come meno di 2 mila abitanti.

Va meglio per l’accesso alle farmacie. Nel 2023, evidenzia l’Istat, solo il 13,8% delle famiglie ha difficoltà a raggiungere le farmacie del territorio. Le maggiori criticità sotto questo punto di vista emergono nel Sud (17,8%), seguono le Isole (14,2%) e il Centro (13,8%). A livello regionale si raggiungono picchi di famiglie in difficoltà in Valle d’Aosta (24,9%), in Calabria (23,5%) e in Campania (22,5%). Anche in questo caso, spesso in difficoltà sono anche le famiglie che risiedono nei comuni piccolissimi (19,8% in difficoltà).

Ci sono problemi anche per gli uffici comunali, che vengono raggiunti con difficoltà dal 31% delle famiglie, in aumento di 1,2 punti percentuali rispetto al 2022. Il valore più elevato c’è nelle regioni del Centro dove il 39,5% dichiara problemi di accesso, dato quest’ultimo influenzato da quello del Lazio (41,1%) e dalla presenza della Città metropolitana di Roma.

20% delle famiglie in difficoltà su negozi e supermercati

Un aumento delle difficoltà viene denunciato anche per l’accesso ai servizi commerciali, a negozi alimentari, mercati e supermercati: il 20% delle famiglie dichiara difficoltà di accesso, circa il 2% in più rispetto al 2022.

Non emergono differenze marcate a livello di ripartizioni geografiche ma in alcune regioni le famiglie sono in difficoltà nell’accesso alla grande distribuzione: tra le percentuali più elevate ci sono la Valle d’Aosta (35,2%), la Calabria (32%) e l’Abruzzo (29,8).