Azzardo online nei piccoli comuni: cifre da capogiro. Questa piaga travolge anche la Valle d’Aosta.
L’azzardo in Italia è cresciuto del 72 per cento in dieci anni.
Di questo passo, tra il 2028 e il 2029 supereremo la soglia dei 200 miliardi di euro giocati complessivamente.
È il quadro drammatico che emerge dalla terza edizione dell’indagine “Non così piccoli. Azzardo, un problema in più per i piccoli comuni italiani”, promossa da Federconsumatori, Cgil e Fondazione Isscon. Per la prima volta lo studio accende i riflettori sui centri tra i 2 mila e i 10 mila abitanti, svelando un fenomeno capillare e dilagante che non risparmia la Valle d’Aosta.
I numeri della crisi nei piccoli centri:
Su 3.146 piccoli comuni analizzati in Italia (pari al 40% dei comuni totali), nel 2025 sono stati giocati ben 34,7 miliardi di euro, con perdite record che toccano i 4,6 miliardi.
A preoccupare è soprattutto il sorpasso del gioco online tramite smartphone e pc, che nei piccoli centri rappresenta il 63,3% del totale, superando persino la media nazionale (61%).
Il focus Valle d’Aosta: spesa elevata e record di conti online.
I dati territoriali smentiscono definitivamente l’idea che il gioco d’azzardo da remoto sia un problema limitato alle grandi aree metropolitane o esclusivamente al Sud Italia.
La Valle d’Aosta mostra indicatori di penetrazione estremamente delicati e preoccupanti:
• Spesa online pro capite: Nei piccoli comuni valdostani, la spesa media pro capite per l’azzardo on-line (nella fascia d’età 18-74 anni) si attesta a 1.429,69 euro all’anno.
• La densità dei conti di gioco: Secondo i dati estratti dai ricercatori, in Valle d’Aosta si registrano ben 294 conti online attivi ogni 1.000 residenti maggiorenni. Una concentrazione altissima di piattaforme virtuali attive h24 direttamente nelle tasche dei cittadini.
Se si estende lo sguardo alla spesa complessiva della regione, incluse le sale fisiche e la radicata realtà del gioco sul territorio, la spesa annua complessiva pro capite oscilla storicamente tra i 3.000 e i 4.000 euro, posizionando la Valle d’Aosta ai vertici delle classifiche nazionali.
Siamo di fronte a cifre da capogiro che non possono essere liquidate come semplici curiosità statistiche” spiegano i promotori della ricerca. “Dietro questi numeri ci sono persone che si impoveri-scono, situazioni di dipendenza, fragilità sociali e familiari che rischiano di aggravarsi ulteriormente. L’azzardo non può essere considerato un normale strumento di intrattenimento o una leva economica per le entrate pubbliche”.
A destare allarme è anche l’opacità dei flussi finanziari, soprattutto legati a meccanismi complessi come il betting exchange, che rischiano di trasformare i piccoli centri in canali ideali per il rici-claggio di denaro sporco all’ombra del gioco legale.
Le richieste alle istituzioni:
Chiediamo un intervento immediato riguardante la fine dell’oscuramento informativo: La pubblicazione integrale e trasparente dei dati di azzardo fisico e online disaggregati comune per comune e indagini sistematiche sulla reale provenienza dei capitali immessi nei conti online.
